Delocalizzare la produzione
Oggi la discussione non verte più su delocalizzare o meno la produzione ma su dove e come delocalizzare la produzione. Prima di tutto vengono analizzati tutti i fattori che Vi hanno spinto a prendere la decisione di delocalizzare la produzione. A volte basta modificare qualcosa all'interno dell'azienda, trovare qualche sub fornitore in zona per migliorare i processi produttivi e ottenere gli stessi risultati che si avrebbero delocalizzando la produzione in Cina.
Andare a produrre all'estero ha senso solo per grandi lotti di produzione, in quanto per ottenere un'alta qualità dei prodotti è necessario avere un supervisore sempre presente in fabbrica, inoltre i tempi fra produzione e trasporto sono 60-90 giorni. Per delocalizzare la produzione occorre conoscere il territorio, usi e costumi, il costo del lavoro, la reperibilità delle materie prime, i tempi di produzione e shipping.
Offriamo assistenza agli imprenditori che desiderano produrre all'estero con prezzo competitivo ma sempre di alta qualità. Siamo in grado di supportare sia ditte che desidearno produrre sia abbigliamento ( T-shirt, felpe, jeans, giacconi, borse, cappelli, accessori ) che prodotti meccanici e tecnologici. Siamo presenti con ns. uffici a Hong Kong, Cina, India, Romania, Polonia e possiamo aiutarVi a decidere se e dove andare a produrre all'estero. Offriamo anche tutti i servizi legali e finanziari necessari per ottimizzare i tempi e i costi.
Prima di prendere l'incarico per delocalizzare la Vs. produzione, in ns. collaboratore visiterà la Vs. azienda per suggerire la soluzione e il paese migliore per i prodotti e le lavorazioni. Siamo in grado di fornire un sevizio di ispezione da parte di ns. tecnici della merce durante la lavorazione e un controllo qualità sulla spedizione.
Come e perchè delocalizzare
La necessità di abbassare i costi di produzione ha indotto tutte le aziende manifatturiere a ricorrere fornitori esterni sia sul territorio italiano che all'estero, prima in Romania e ultimamente in Cina. Solamente il manifatturiero di lusso o specialistico che copre nicchie di mercato puà ancora permettersi di lavorare in casa evidenziando la superiorità qualitativa del made in Italy.
Per tutte le aziende di produzione di articoli di massa, il problema non è su delocalizzare o meno, ma su dove delocalizzare per non correre il rischio di essere fuori mercato. Le aziende cominciano a valutare le varie forme per delocalizzare, e il rapporto qualità / prezzo dei possibili fornitori. Di seguito illustriam i punti base da considerare:
- costo - somma di tutti i costi pagati a fornitori di materie prime, fornitori di lavorazioni, eventuali costi per lavorazioni in casa
- qualità - valutazione della qualità del prodotto finito, comparando il bene realizzato in casa con quelli realizzati dai vari fornitori
- servizio - tempi di consegna e puntualità delle consegne dei fornitori
- logistica - somma dei costi di trasporto, dazi doganali, stoccaggio semilavorati e prodotti finiti
- controllo - costo complessivi del processo di controllo qualità
- gestione - l'aumento delle difficoltà nel gestire più fornitori e in paesi diversi
- scarsa qualità - costo della produzione non conforme realizzata dai terzisti, e quindi non vendibili
Diminuzione dei costi strutturali per effetto del processo di delocalizzazione
Decentrare a terzi solo alcune parti della produzione - processo utilizzata nel passato per delocalizzare nei paesi poveri vicini all’Italia (Romania, Polonia etc.). Si utilizza questo metodo per avere il controllo finale sulla produzione, oppure quando i paesi poveri non hanno skills necessarie per eseguire tutto il ciclo produttivo. Il lato negativo è gestire l'arrivo delle merci on time e l'elevato costo di trasporto.
Produzione totalmente decentrata a terzi - con la crescita industriale dei paesi poveri e la conseguente maggiore affidabilità delle aziende locali, i produttori Italiani trovano interessante far gestire tutta la produzione al fornitore, limitandosi a effettuare il controllo di qualità alla consegna.
Decentrare su impianto all'estero di proprietà - è la soluzione industriale più efficiente e consente di riportare in casa tutto il controllo del processo. Se si hanno capitali sufficienti è la soluzione migliore, in quanto:
- qualità - la produzione è in casa con il controllo diretto della produzione
- riduzione costi - costi notevolmente più bassi che se fosse in Italia, facile controllare i costi e ladciare i guadagni dove è più conveniente nell'intera filiera del prodotto
- logistica - informazioni certe sull'avanzamento delle lavorazioni e l'utilizzo di strutture di stoccaggio in loco a basso costo di gestione consentono un risparmio notevole sui costi della logistica
- gestione fallosità - considerare l’azienda decentrata come un reparto di produzione ed esercitare l’azione di controllo sulla produzione
- costi di struttura - col tempo può risultare conveniente delocalizzare anche altre attività della produzione, come sviluppo modelli, scvelta materiali, CAD, etc. con ulteriore riduzione dei costi fissi di una struttura in Italia
Acquisto di un prodotto finito dall’Asia, in ordine di importanza Cina, India, Pakistan, Indonesia - è la soluzione preferita da tutte le aziende che non vogliono fare investimenti in impianti e capannoni, e anche se non possono gestire il processo di produzione, l'acquirente invia tutte le della produzione potendo contare su più fornitori. A volte si possono eseguire controlli durante la produzione per ridurre la fallosità dei prodotti.
Siamo in grado di offrire un servizio di accompagnamento, a partre dai visti di ingresso, alla prenotazine aerea o hotel.
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